CicloMercato 2026, Ruben Guerreiro è senza squadra: fra le cause della mancata conferma in Movistar ci sarebbe anche una norma anti-doping non rispettata

Ruben Guerreiro è un altro dei corridori professionisti che sono entrati nel 2026 senza avere una sistemazione per continuare la carriera agonistica. Il portoghese, 31 anni, arriva da tre stagioni affrontate con la maglia della Movistar, che però non lo ha confermato in vista dell’annata entrante. Le cose migliori, sul piano dei risultati, Guerreiro le aveva comunque fatte vedere in precedenza, quando indossava i colori della Trek-Segafredo (2018-19) e della Ef Education-EasyPost (2020-21-22). Con quest’ultima, il portoghese aveva vinto una tappa al Giro d’Italia 2020, concludendo poi quella Corsa Rosa al primo posto della classifica degli scalatori.

Il periodo alla Movistar non è stato invece particolarmente brillante, soprattutto a causa di una serie di problemi fisici che ne hanno condizionato la resa. L’ultima vittoria in carriera di Guerreiro risale proprio ai primi giorni trascorsi con la maglia della squadra spagnola, all’AlUlaTour 2023. Ora, però, l’unione fra il corridore portoghese e la formazione diretta da Eusebio Unzué è finita, anche se non sono mai state emesse comunicazioni ufficiali da parte della squadra, e non sembra che la cosa dipenda solo dai risultati.

Secondo quel che riporta AS, infatti, la Movistar non avrebbe preso bene il fatto che Guerreiro, durante la stagione 2025, avrebbe contravvenuto una normativa anti-doping, ovvero quella del rispetto del Protocollo ADAMS. Si tratta del sistema che impone a tutti gli sportivi professionisti di segnalare, tramite una piattaforma, i loro spostamenti e la loro reperibilità, oltre a eventuali terapie farmacologiche autorizzate da un medico, in modo da permettere agli ispettori anti-doping di effettuare eventuali controlli a sorpresa.

Al momento, non risultano comunque procedimenti ufficialmente aperti da parte dell’Unione Ciclistica Internazionale o di organismi internazionali anti-doping nei confronti del corridore lusitano; va precisato, inoltre, che nell’ipotesi che la violazione sia avvenuta e che questa fosse la prima di questo tipo, non si andrebbe oltre un eventuale richiamo (servono infatti tre mancate comunicazioni nell’arco di dodici mesi perché si apra automaticamente un procedimento che può portare poi a una squalifica).

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